Freefolk & Free World pt.8

Il 2022 è anno di anniversari importanti.

Tra nascite illustri, PPP, e numerose scomparse violente, Mattei, Dalla Chiesa, Falcone, Borsellino.
Complici, è il caso di dirlo, le duplici operazioni al pollice opponibile, i viaggi, le notti insonni e le albe di nuovi giorni, mi sono calato nella lettura di alcuni libri inchiesta che ripercorrono e provano a far luce su episodi fondamentali della storia della nostra Repubblica. Vicende le cui verità giudiziarie si presentano spesso, se non sempre, difformi dalle verità dei fatti. 
Episodi tuttora gravati da una coltre di omissis e secretazioni. Per non parlare delle sentenze incomplete.
Dal mese di giugno – dopo un paio di tomi sulle stragi del ‘92 e sul trittico Mattei-De Mauro-Pasolini – sto approfondendo il decennio 69-78, gli “anni di piombo” con particolare attenzione al caso Moro.
Dopo il fondamentale libro inchiesta di Paolo Cucchiarelli e nell’attesa della ristampa del suo primo volume “Morte di un Presidente” sono passato a “La Zona Franca” di Alessandro Forlani il cui titolo, suggestivo di per sè, offre una panoramica su quanti, tra servizi segreti, depistatori, brigatisti, religiosi, malavita romana e calabra, politici, abbiamo gravitato in quel triangolo di luoghi nel centro romano.
Non pago, è stata la volta del libro di Giovanni Fasanella e in questo caso ammetto di aver appreso informazioni onestamente tralasciate nel corso degli anni.
Ad esempio dell’esistenza dei partigiani bianchi – io che ingenuamente ho sempre guardato solo a quelli rossi – personaggi ambigui in seno alla resistenza che hanno interagito con i Repubblichini muovendo numerosi tentativi di golpe.
Seguendo la regola delle 5 W viene dettagliato il come, dove, quando, perché e quanto sia stata posta in essere un’azione di contenimento scientemente finalizzata a marginalizzare e circoscrivere le influenze italiane in seno alle politiche di sviluppo economico/sociali del Mediterraneo; le quattro potenze del fronte Atlantico/Nato – USA, Francia, Regno Unito e Germania – impegnate ognuna con un proprio livello di responsabilità ad indirizzare la politica interna, grazie al supporto di illustri e trasversali personalità nostrane del mondo della finanza e della politica, mediante guerre psicologiche e con appoggi a una “diversa azione sovversiva”.
Un divieto di fatto affinché l’Italia potesse avere a) una sua politica democratica reale; b) una politica estera ed energetica autonoma; c) una personale politica di sicurezza nazionale.
Un vero e proprio marcamento ad uomo per bloccare l’evoluzione di un Nazione Sovrana, tale più sulla carta che nei fatti.
E dal blocco URSS non è che arrivassero migliori suggestioni. Con buona pace di tutti.

“L’attività di lobbing politico-diplomatica tesa a creare un clima da ultima spiaggia della democrazia italiana” ha legittimato le scelte che hanno trovato la loro massima espressione nel sequestro e nell’omicidio dello statista italiano.
Il mare nostrum delle anomalie italiane continua ad essere agitato, come il mare dal quale sono riemerso.

Grazie a chi ricerca la verità, come questi e tanti altri giornalisti e uomini dello Stato.

mg

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *